ECOSOSTENIBILITA’: FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA-LEZIONE NUMERO 3

Il lavoro di trasformazione delle pelli grezze in pelli finite vanta tradizioni
millenarie. La pelle è infatti da sempre uno dei materiali più
diffusamente utilizzati dall’uomo per la fabbricazione di calzature, capi
di abbigliamento, tappeti e divani.
L’industria conciaria si occupa sostanzialmente della trasformazione di
un rifiuto dell’industria della carne e/o del latte in un prodotto
industriale adatto ad essere valorizzato nella produzione di articoli in
pelle.
Per quanto riguarda i diversi tipi di conce, uno studio di autori tedeschi
(B. Trommer, H. J. Keller, comparison of tanning methods from an
ecological viewpoint) in cui vengono raffrontati i quattro tipi di concia
(concia convenzionale al cromo, croncia wet-white con glutaraldeide e
tannini sintetici, combinata glutaraldeide e cromo e concia vegetale con
mimosa) mediante l’applicazione della metodologia LCA (Life Cycle
Assestment) al solo processo conciario, mette in evidenza che la concia
al cromo è da preferire sotto tutti gli aspetti considerati. Lo studio mostra
che la fasi che maggiormente contribuiscono all’inquinamento/tossicità
delle acque sono quelle successive alla concia (riconcia, ingrasso, tintura,
etc.) ed è risultato notevolmente maggiore per le conce alternative
esaminate. In pratica, il solo svantaggio rilevato per la concia
convenzionale al cromo è stato, come era ovvio, la presenza di cromo nei
fanghi di depurazione con le conseguenti difficoltà per lo smaltimento.
Svantaggio che nei poli conciari italiani è già stato superato grazie ad
importanti depuratori consortili.
L’adozione di tecnologie pulite, il maggior uso di prodotti chimici più
ecocompatibili, l’impiego di macchinari con un più elevato rendimento
energetico, hanno consentito di raggiungere elevati livelli di efficienza
ambientale dei cicli produttivi.

THE TANNING
The procedure to change raw hides into finished leathers boasts
millenary traditions. In fact, leather has always been one of the most
widely used materials by man for the manufacture of footwear, clothing,
carpets and sofas.
The tanning industry is essentially concerned with the transformation of
waste from the meat and/or milk industry into an industrial product
suitable for use in the production of leather goods.
Regarding the different types of tanning methods, a study by German
authors (B. Trommer, HJ Keller, comparison of tanning methods from an
ecological viewpoint) in which the four types of tanning are compared
(conventional chrome tanning, wet-white chronograph with
glutaraldehyde and synthetic tannings, combined glutaraldehyde and
chromium and vegetable tanning with mimosa) by applying the LCA (Life
Cycle Assessment) method to the tanning process alone, it highlights
that chrome tanning is to be preferred considering all aspects.
The study shows that the phases that most contribute to water
pollution/toxicity are those following the tanning itself (retanning,
fattening, dyeing, etc.) and it was considerably greater for the alternative
designs examined. Actually, the only disadvantage found for
conventional chrome tanning was, as was obvious, the presence of
chromium in sewage sludge with the consequent difficulties for disposal.
This negative aspect however has already been overcome in the Italian
tanning poles thanks to important consortium purifiers.
The adoption of clean technologies, the wider use of more
environmentally friendly chemical products, the use of machinery with a
higher energy efficiency, have made it possible to achieve high levels of
environmental efficiency in production cycles.

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